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Medicina estetica in odontoiatria

Medicina estetica in odontoiatria

Di: Studio Grassi

Rimossi i confini dell'odontoiatria con l'approvazione della legge 34

Medicina estetica in odontoiatria

L’approvazione della legge 34, nel maggio del 2023, ha ridefinito i confini della medicina estetica, consentendo agli odontoiatri di praticare trattamenti di medicina estetica su tutto il volto. 

La disposizione interviene direttamente sull’articolo 2 della legge 409/85, che  sanciva la nascita della figura professionale dell’odontoiatra, esprimendosi come segue “Formano oggetto della professione di odontoiatra le attività inerenti alla diagnosi e alla terapia delle malattie e anomalie congenite e acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti, nonché alla prevenzione e alla riabilitazione odontoiatriche. Gli odontoiatri possono prescrivere tutti i medicamenti necessari all’esercizio della loro professione e possono esercitare le attività di medicina estetica non invasiva o mininvasiva al terzo superiore, terzo medio e terzo inferiore del viso.”

Si tratta di una svolta epocale che permette finalmente di esaltare i risultati dell’intraorale attraverso la cornice dell’extraorale.

La comunità scientifica si divide con l'introduzione della medicina estetica in odontoiatria

Come si può facilmente immaginare, l’ingresso a pieno titolo della medicina estetica in odontoiatria ha sì diviso la comunità scientifica in favorevoli e contrari ma, più di ogni altra cosa, ha aperto le porte a una nuova stagione dell’odontoiatria, che può così conciliare esigenze funzionali ed estetiche, puntando a un maggiore benessere per il paziente.

Ma facciamo un po’ di chiarezza su quanto sancisce la legge.

Con i termini “non invasivo” e “mininvasivo” ci si riferisce all’impiego di tecniche che non alterano, oppure alterano in maniera minimale, l’integrità del tessuto trattato, consentendo un recupero più veloce. Quanto alle aree di competenza indicate, viene data una legittimazione formale a una conoscenza teorico pratica già insita nella pertinenza odontoiatrica, dato che i laureati in odontoiatria conoscono nel dettaglio l’estetica del viso, studiandone anatomia, fisiologia, fisiopatologia, senza contare le patologie sistemiche croniche, le patologie dei tessuti duri, molli e tante altre condizioni con le quali devono confrontarsi.

Un cambio di paradigma importante, dunque, che chiama i dentisti contemporanei a non farsi trovare impreparati e a formarsi con le metodologie e gli strumenti più adeguati e innovativi.

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